Certezza della pena per i reati sul web? Da oggi “Chi Odia Paga”

Avete subito minacce, soprusi, offese sul web e non pensate sia possibile combattere o porre rimedio alla situazione?

Vi sentite abbandonati da istituzioni, polizia postale e dal sistema giudiziario italiano?

Bene, sappiate che da oggi “Chi Odia Paga”.

Grazie ad una società, omonima della sua mission, lanciata dall’acceleratore per Startup Nuvolab, potrete vedere tutelati i vostri diritti.

Cos’è “Chi Odia Paga”?

Con lo scudo di Capitan America nel cuore, “Chi Odia Paga” è una startup legaltech nata nel 2018 che ha deciso di proporre una soluzione innovativa ad un problema non del tutto nuovo, ma che, solo in questi ultimi anni, sta attirando l’attenzione del grande pubblico.

Il motivo per cui riteniamo comunque questo problema “nuovo” è che, solo con l’utilizzo di massa dei social e quindi con l’accesso di tutta la popolazione ad internet, reati, diffamazioni e offese di ogni genere sono diventati una realtà quotidiana.

Sono in particolar modo insulti, minacce e messaggi d’odio ad essere cresciuti esponenzialmente con l’avvento dei social e con la possibilità di poter esprimere la propria rabbia e frustrazione credendo che, nascosti dietro una tastiera, non esistano conseguenze.

Ebbene, la giurisprudenza ha fatto dei grandi passi avanti da quando internet era un luogo senza stato e senza legge e oggi è possibile far valere i propri diritti e la propria dignità in tribunale, anche se il reato avviene attraverso mezzi digitali.

“Chi Odia Paga” è il risultato naturale di questa evoluzione; un gruppo di imprenditori che ha saputo sfruttare i nuovi trend creando un’attività non solo intelligente, ma soprattutto realmente al servizio delle persone e della rete, per migliorare un ambiente che sempre più spesso sta diventando ostico e addirittura pericoloso per molti (ricordate Tiziana Cantone vittima di Revenge Porn?).

Cosa offre “Chi Odia Paga” ai suoi clienti?

Il motivo principale per il quale oggi abbiamo deciso di parlarvi di questa startup è la semplicità con cui permette l’accesso ai propri servizi.

Noi di Supposte Digitali, insieme ad Ars Digitalia, lottiamo da sempre in questo mondo per educare le persone ad affrontare questi reati e a comportarsi in modo corretto sul web.

Abbiamo quindi visto in “Chi Odia Paga” una realtà complementare con i nostri stessi obiettivi e con la nostra stessa passione, ma con un settore, quello giuridico, che noi non siamo in grado di coprire.

Basta andare sul loro sito, individuare il problema del quale siete vittime o raccontare la vostra storia attraverso il loro form. A tutto il resto penseranno loro.

Sarete affiancati step by step nell’affrontare nella maniera più corretta l’iter giudiziario per vedersi risarcire i danni subiti. Il servizio è estremamente veloce e, grazie ad un processo di standardizzazione, i costi risultano particolarmente contenuti.

Inoltre, se aveste problemi finanziari, Nuvolab, con la campagna #unabuonacausa, ha messo a disposizione voucher da 150€ per accedere a questi servizi in maniera gratuita.

Gift Card Chi Odia Paga

Quali sono i reati di cui si occupano?

I reati di cui si occupa “Chi Odia Paga” sono principalmente i seguenti:

1. Stalking

Qualcuno vi scrive ininterrottamente diventando una vera e propria persecuzione?

Questo comportamento vi sta costringendo a modificare il vostro stile di vita per paura o anche semplicemente per proteggere la vostra famiglia e voi stessi?
Forse non lo sapete, ma siete vittime di Stalking.

Sono circa 4 milioni all’anno le vittime di stalking, nell’85% dei casi donne che sentono la loro sicurezza minacciata più di una volta a settimana.

Spesso questi atteggiamenti, che posso sembrare unicamente ossessivi, possono sfociare in forme violente quando l’aggressore non riceve la risposta che si aspetterebbe.

È importante non farsi intimorire e affrontare subito la questione attraverso canali legali per evitare conseguenze spiacevoli.

Questo reato è punito con reclusione da 5 a 6 anni.

Stalking

2. Revenge Porn

Come spiegammo già in questo articolo, il revenge porn comprende tutte quelle azioni che violano la privacy di una persona attraverso la diffusione di materiale a contenuto sessualmente esplicito.

Sembra che sia 1 persona su 10 ad essere stata vittima di questo reato, con percentuali che crescono tra i minori, nella quale fascia d’età questo fenomeno è esploso negli ultimi anni causando anche numerosi suicidi.

Ricevere minacce, ricatti ed estorsioni a riguardo rientra in questo reato, quindi prima che sia troppo tardi denunciate immediatamente il vostro “aggressore”. Le autorità saranno in grado di proteggervi e di tutelare nel modo migliore la vostra privacy.

La pena per questo reato è da 1 a 6 anni di reclusione con multe che vanno dai 5.000€ ai 15.000€.

3. Cyberbullismo

Il Cyberbullismo comprende tutti quelli che sono i comportamenti denigratori quali:

  • pressioni;
  • aggressioni;
  • molestie;
  • ricatti;
  • insulti;
  • diffamazione;
  • furto di identità;
  • alterazione, acquisizione illecita, manipolazione o trattamento illecito di dati personali.

Questo non è configurato propriamente come un reato unico, ma è una macrocategoria a cui afferiscono tutti i reati sopra elencati.

Questo fenomeno si è diffuso specialmente tra i giovani dove, a causa delle dinamiche di gregge che si vengono a creare, non si ha paura di prendere di mira un compagno piuttosto che un coetaneo e muovere bullismo su di lui utilizzando anche i nuovi canali di cui la tecnologia ci ha fatto dono.

La differenza è che questi canali permettono una diffusione molto più veloce e capillare, rendendo praticamente insostenibile una situazione che, per quanto spiacevole, in passato molti hanno vissuto solo nel mondo reale.

Una foto o una critica mossa e condivisa sui social può far crollare il mondo addosso, far perdere credibilità e reputazione, cose che durante il periodo dell’adolescenza hanno un enorme peso sui ragazzi.

cyberbullismo

Il reato di per sè non è quindi punito in quanto tale, ma durante un processo vengono puniti i singoli reati commessi generando pene di diversi anni o almeno, nel caso di minori in particolare, grosse richieste di risarcimento.

I giovani sono perseguibili penalmente solo dai 14 anni in su, in età precedenti possono essere ritenuti responsabili del reato i genitori (che avrebbero il compito di educare il ragazzo) e gli insegnanti (che avrebbero il compito di vigilare sull’ambiente scolastico nel caso in cui questi avvenimenti avvengano in tale luogo).

Questo reato non è alieno al mondo degli adulti che verranno ritenuti anche loro responsabili penalmente con pene che vengono decise a seconda dei precisi reati commessi.

Quando denuncerete e andrete in un’aula di tribunale, vi assicuriamo che non sarete più voi quelli ad avere paura.

4. Diffamazione e Hate Speech

Nella maniera più semplice, la diffamazione e l’hate speech comprendono tutti quei comportamenti atti a screditare un altro soggetto. Se ciò avviene online, davanti ad un pubblico pressochè infinito, si parla di reato.

Ricordiamo come la Boldrini ha fatto di questo fenomeno un cavallo di battaglia, denunciando diversi di leoni da tastiera (tra cui il sindaco Leghista Matteo Camiciottoli) che hanno poi dovuto risarcirla con cifre cospicue finite direttamente in beneficenza.

Oggi offendere qualcuno in rete può essere più pericoloso che nella vita reale: verba volant, scripta manent.

In conclusione

Queste sono le informazioni principali su “Chi Odia Paga”.
Se pensi di star subendo delle ingiustizie online non aspettare, visita il loro sito e chiedi subito una consulenza.

Il web non è più posto per delinquenti. Aiutate attività come la nostra e la loro che lavorano per renderlo un posto migliore.

Se aveste ancora dei dubbi, vi lasciamo in ultima istanza il loro video pubblicitario.

Non abbiate mai paura a denunciare, da oggi i vostri diritti saranno protetti.

https://vimeo.com/360259880

Fonti:

Osservatorio Eurispes
Chi Odia Paga

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