Trump e i social: come TikTok e Twitter influenzano elezioni ed economia

Le elezioni Americane del 3 Novembre di quest’anno tra Trump e Biden sono ormai alle porte e l’aria di campagna elettorale non è mai stata così calda.

Anche se sottotono a causa dell’emergenza Coronavirus, nel mondo digitale lo scontro politico ci sta regalando forti emozioni.

Lo scontro però non sembra essere tra i due candidati alla casa Bianca, ma tra Trump e i social network.

Quando è troppo è troppo Presidente Trump, parola di Twitter

Prendendo esempio dalla campagna di Obama, Twitter è stato per Trump un incredibile trampolino di lancio verso la Casa Bianca.

Nella corsa elettorale contro la Clinton, il team dell’attuale presidente avrebbe utilizzato i social in maniera magistrale, facendo girare i giusti articoli e le giuste informazioni nelle cerchie più sensibili.

Andamento elezioni 2016 in USA tra Trump, Clinton e Johnson
Situazione elezioni 2016 al 22 Giugno e andamento successivo

In pochi mesi sono riusciti a ribaltare un risultato elettorale ormai scontato con fake news, articoli click bait e bugie varie scritte dallo stesso Trump.

Ad oggi si conta che il presidente americano abbia scritto decine di migliaia di tweet palesemente falsi e tendenziosi per tenere il polso del suo elettorato.

Twitter, anni fa, aveva difeso il diritto di parola del presidente con un documento intitolato “World Leaders on Twitter” in cui si poteva leggere questo:

“Twitter è qui per servire e aiutare il progredire della conversazione pubblica globale. I leader mondiali eletti svolgono un ruolo cruciale all’interno di quella conversazione. Per questo bloccare un leader mondiale da Twitter o rimuoverne i tweet controversi nasconderebbe informazioni importanti che le persone dovrebbero essere in grado di vedere e dibattere.”

Twitter

Meno di un mese fa il CEO dell’uccellino celeste più famoso del mondo deve aver cambiato idea: il 27 Maggio il social cinguettante ha etichettato due messaggi di Trump sul voto via posta come “privi di fondamento”.

Tweet di Trump etichettato da Twitter
Tweet etichettato da Twitter

In seguito Twitter ha censurato un altro tweet di Trump che incitava alla violenza per contenere le rivolte causatesi dalla morte di George Floyd.

Tweet censurato sui disordini dopo la morte di George Floyd
Tweet censurato sui disordini dopo la morte di George Floyd

In seguito, diversi post del presidente sono stati censurati o etichettati in quanto basati su fake news di pagine a lui fedeli. La risposta di Trump non si è fatta attendere.

Post di Trump contro Twitter
Post di Trump contro Twitter

Siamo al 28 Maggio, viene firmato un ordine esecutivo di revisione della sezione 230 del Communication Decency Act del 1996 con una richiesta di revisione diretta contro le piattaforme social.

La responsabilità dei social riguardo i propri contenuti

Obiettivo dell’ordine esecutivo è modificare una sezione che tutela i social network dalla presenza di materiale illegale, falso o offensivo sui propri server.

La mole di dati che viene scambiata ogni secondo su Facebook, Twitter, Instagram e TikTok non umanamente analizzabile e non c’è modo per controllare tutti i contenuti prodotti secondo per secondo.

Per questo motivo una revisione di questa tutela potrebbe rivelarsi un grave colpo per i social che, quello stesso giorno, hanno visto crollare i loro titoli in borsa di qualche punto percentuale.

La revisione desiderata da Trump è praticamente impossibile. Per quanto sia inadeguata la legge attuale, dare totale responsabilità alle società dietro i social significherebbe vederle tutte chiuse nel giro di pochi mesi.

Di sicuro una revisione possibile sarebbe quella che costringerebbe queste piattaforme a chiarire in maniera trasparente in che modo si impegnano a moderare le conversazioni per fare in modo che non ci sia anarchia totale, ma almeno un minimo di controllo per evitare un dilagare di fake news come quello odierno.

La generazione Z attacca Trump usando TikTok

Gli effetti di quest’ordine esecutivo si vedranno nei prossimi mesi, ma a noi urge raccontare un fatto fin troppo spinto dai giornalisti, che in realtà non ha avuto proprio il merito che gli è stato dato.

Negli ultimi giorni titoli come “TikTok umilia Trump” o “Gli adolescenti di TikTok fanno fallire il comizio di Trump” si sono susseguiti sui siti delle maggiori testate giornalistiche.

Ma com’è andata davvero?

Sabato 20 Giugno Trump ha tenuto un comizio elettorale a Tulsa, in Oklahoma, uno stato in cui alle ultime elezioni ha ottenuto circa il 65% dei consensi.

Come spesso si usa, per avere idea della mole di pubblico atteso, online si sono aperte delle iscrizioni gratuite all’evento.

Qualche influencer bontempone di TikTok, la cui attività più importante nella propria vita è ripetere cento volte un balletto davanti ad uno smartphone sperando di essere andato a tempo, ha deciso di sfidare tutti i propri follower ad acquistare più biglietti possibili per poi non presentarsi alla manifestazione.

Comizio di Trump a Tulsa
Comizio di Trump a Tulsa

Panico, comizio quasi vuoto, titoloni sui giornali: “La generazione Z ha umiliato il presidente degli Stati Uniti.”.

Ma no, non sono stati loro, la loro burla è rimasta tale, un semplice scherzo che ha dato un errore statistico, ma ci sono altri motivi più seri per cui il comizio elettorale non è andato come ci si aspettava.

  1. La prevendita degli accessi era illimitata, ciò significa che nessuno ha limitato gli ingressi, quindi la quantità di pubblico non sarebbe variata in ogni caso, con o senza l’intervento della generazione Z;
  2. Negli Stati Uniti si sta consumando ancora una grossa emergenza per il Covid-19 e la maggior parte degli elettori di Trump sono conservatori (alias anziani spesso), abbastanza furbi da non radunarsi, pur se dotati di mascherine, in un luogo pubblico;
  3. Negli Stati Uniti si stanno consumando da settimane proteste violente che avrebbero potuto coinvolgere anche i comizi dei repubblicani e molti degli elettori di Trump avranno preferito evitare questa eventualità.

Dall’altra parte i numeri fatti attraverso TikTok risultano strabilianti e preoccupanti al tempo stesso.

Se dei ragazzi totalmente impreparati dal punto di vista politico o economico riescono a muovere consensi dei futuri elettori in questo modo, bisogna iniziare a ripensare l’educazione dei giovani immediatamente e stimolare il pensiero critico, in quanto il destino di un elezione può intaccare il destino di un’intero paese e generazione.

Inoltre bisogna pensare che TikTok è proprietà di una società cinese di nome ByteDance, che mossa dai giusti interessi potrebbe tranquillamente introdurre troll di stati concorrenti per pilotare l’opinione pubblica in maniera molto rapida.

Conclusioni

Insomma, in tempo di elezioni i social sono ormai in grado di cambiare totalmente i risultati attesi e questo dovrebbe farci riflette su quanto la vita online non sia così staccata da quella offline.

Leggete, controllate le fonti e pensate con cognizione di causa e intelligenza.

Le previsioni della lotta tra Biden e Trump ci ricordano quelle di 4 anni fa, la vedremo finire allo stesso modo?

Situazione attuale sondaggi elezioni USA 2020 tra Biden e Trump
Situazione attuale sondaggi elezioni USA 2020 tra Biden e Trump

E nel caso di chi sarà il merito?
Di un presidente che ha fatto un buon lavoro o della massa che si è fatta influenzare?

Fonti:

Impostazioni privacy