Relazioni sociali: 100 amici per me posson bastare

Durante l’arco di una giornata, sia dal vivo che attraverso chat e social network, ognuno di noi ha a che fare con almeno 30 persone, magari amici. Spesso questo accade in contemporanea, grazie allo smartphone o ad altri dispositivi tecnologici, magari mentre di fronte a noi c’è un’ennesima persona che ci parla. Se le ore sono 24, gli occhi e le orecchie due, la lingua una e le dita dieci, con quante persone al massimo possiamo avere a che fare durante la nostra vita?

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Tutta colpa di Dunbar

Robin Dunbar è l’antropologo britannico che ha studiato scientificamente le relazioni umane. Ha constatato che c’è una relazione tra la dimensione dell’encefalo e la dimensione dei gruppi sociali del soggetto in esame.
Più grande è la testa, più amici puoi gestire. Utilizzando la dimensione media di un cervello umano ha potuto constatare che un individuo riesce a mantenere unicamente 150 relazioni sociali stabili.
Una relazione sociale stabile è intesa come un rapporto con una persona che effettivamente si conosce e con cui si è in contatto. Si escludono quindi sia i conoscenti, sia persone con cui si sono interrotti i rapporti.
Durante la nostra vita, tra relazioni che si rompono e quelle che si ricostruiscono, manterremo sempre una media di 150 che ci permetterà di trascorrere una vita sociale sana.

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Ho 1600 amici su Facebook: che mal di testa

La teoria di Dunbar è stata spesso usata nel mondo del lavoro: in Svezia l’autorità fiscale ha riorganizzato le sue funzioni creando team di 150 persone per ufficio. Addirittura la sua teoria è stata usata negli mmorpg. Non erano numeri casuali quelli che limitavano le vostre amicizie, ma erano valori studiati per permettervi di giocare con serenità.

Indovinate chi è che non ne ha assolutamente tenuto conto?
Nel momento in cui scrivo, su Facebook ho 1600 amici. Posso dire con certezza che so tutti chi siano, e circa 1200 li ho anche incontrati di persona almeno una volta. Quotidianamente ho contatto con almeno 50 persone e in una settimana quasi 200.
Huston Dunbar, abbiamo un problema.

Conoscenti, amici, affetti

Non è un caso se scrivo oggi questo articolo. È stato l’ultimo periodo della mia vita che mi ha fatto porre attenzione su quante relazioni si possono intrattenere contemporaneamente e soprattutto sulla loro tipologia.
Con l’avvento di whatsapp e dell’instant messaging in generale, abbiamo tutti subito un forte aumento delle relazioni con persone spesso sconosciute. Con l’apertura dei gruppi e delle community questa tendenza è esplosa facendo moltiplicare rapporti di conoscenza e di superficialità a discapito di rapporti di amicizia e di affetto estremamente più profondi.

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In 100 su Whatsapp, da soli, il sabato sera. Il problema principale che abbiamo è semplicemente la troppa scelta. Essendo miliardi in tutto il mondo non è troppo difficile incontrare persone che stimolino il nostro interesse. Eppure, se una giornata ha 24h, 8 di esse le impieghiamo per dormire e non possiamo stare tutto il tempo a chiacchierare, abbiamo effettivamente un tempo limitato per curare i nostri affetti. Ma ai social network questo non interessa. Abbiamo iniziato ad impegnare sempre più tempo per un grande numero di relazioni, senza passare in nessun caso alla fase successiva. Fare un salto in avanti ci avrebbe negato il tempo per tutti gli altri contatti e questo ci avrebbe resi meno popolari.
Ma alla fine il vedere di continuo cosa fanno 500 persone e il voler stare insieme ad ognuna di loro, il narcisismo di voler essere importante per tutti e di voler attirare l’attenzione non fa altro che dare un semplice risultato:

“Se ti si buca una ruota per strada, non pensare che qualcuno dei tuoi amici ti verrà ad aiutare, perchè tutti sono amici a parole, ma pochi lo sono con un crick in mano alle 3 di notte”.

Regalatevi una pulizia degli amici e una sana scelta delle persone che meritano la vostra attenzione. Se non volete farlo per me, fatelo per Dunbar.

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